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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Calendasco
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mwhaCalendasco (mwhqCalindasch in mwhgdialetto piacentino) è un mwhwcomune italiano di mwia2 462 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Piacenza in mwjgEmilia-Romagna.

Il comune fa parte dellmwka'mwkqAssociazione Europea delle Vie Francigenecite-ref-4[4].

Contents

Storia
Simboli
Eventi
Note

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Geografia fisica

Il territorio del comune di Calendasco è sub-pianeggiante con un'altitudine compresa tra i 49 e i mwmq60 m s.l.m.. Il territorio è delimitato a settentrione dai meandri del fiume mwmgPo e a est dal fiume mwmwTrebbia, che trova la sua foce nel Po sul confine tra i comuni di Calendasco e mwnaPiacenza. A sud e a ovest il confine è convenzionale ed è rappresentato da due strade comunalicite-ref-p75-5-0[5]. Il capoluogo è situato circa mwoq7 km a ovest della città di Piacenza.

Le zone golenali nei pressi dell'mwowargine maestro del fiume Po presentano una forte presenza di mwpapioppi, utilizzati per la pioppicolturacite-ref-p75-5-1[5].

Origini del nome

Secondo lo storico piacentino Pier Maria Campi il toponimo Calendasco deriverebbe dal nome del presunto fondatore del borgo in epoca romana, un certo mwqwCalendius, da cui sarebbe derivato in seguito il nome del paese, che in epoca longobarda era scritto con la k iniziale (mwraKalendasco)cite-ref-francigena-6-0[6]. Altri studi, invece, identificano il toponimo come di origine mwsqceltica, con l'originario significato di mwsgluogo vicino a una forestacite-ref-7[7]. La desinenza in mwtw-asco è tipica dell'ambito mwualigure antico, anche se compatibile con una successiva presenza celtica (spesso indicata da un mwuq-ate finale).

Storia

Preistoria, età antica e Alto Medioevo

La zona di Calendasco è abitata sin dalla mwvqPreistoria; la presenza di insediamenti umani è provata da alcun ritrovamenti, tra i quali un ripostiglio con al suo interno sette mwvgpugnali realizzati in mwvwselce che sono stati rinvenuti verso la fine del mwwaXIX secolo, ricoperti da uno strato di mwwqargilla in una cava situata nei pressi di una mwwgfornace. Due dei pugnali, risalenti all'mwwwetà del rame, vengono trasferiti al mwxaliceo cantonale di Lugano, mentre dei rimanenti altri non è conosciuta la sorte. La localizzazione precisa del luogo del ritrovamento si deve ai ricercatori del "Centro Studi Ad Padum" che hanno identificato il luogo con la località Campadone nella quale sono presenti tracce di una fornace e di una presenza umana pre e protostoricacite-ref-storia-8-0[8]. Altri ritrovamenti sono stati fatti in diversi centri del territorio comunale: sono emersi frammenti di materiale mwyqceramico risalenti al periodo compreso tra l'mwygetà del bronzo e la seconda mwywetà del ferro. L'abbondanza dei ritrovamenti avvalora l'ipotesi che i successivi insediamenti mwzaromani si siano sviluppati su centri preesistenticite-ref-storia-8-1[8].

In mwagepoca romana a Calendasco si sviluppa la mwawmansio mwbaAd Padum, situata nei pressi del passaggio oltre il fiume Po della mwbqstrada consolare mwbgPlacentia-Ticinum, che unisce mwbwPiacenza a mwcaPavia. In quest'epoca si sviluppa anche un importante mwcqporto fluviale, posto a servizio della città piacentina. Di epoca romana rimangono visibili alcune parti della mwcgcenturiazione e della strada consolarecite-ref-storia-8-2[8]. Il ruolo del porto fluviale viene, poi, confermato, anche dopo la caduta dell'mwdwimpero romano, nel 715 da parte del re mwealongobardo mweqLiutprando e poi, ancora, da parte di mwegCarlo Magno.

In epoca longobarda, oltre alla confermata importanza del porto, viene fondato il borgo di Calendasco, che è citato per la prima volta, con il toponimo mwgqKalendasco, in un documento risalente al 765cite-ref-francigena-6-1[6] e, poi, viene di nuovo menzionato in diversi atti parte del codice diplomatico longobardo. Secondo un testo risalente all'804 nel borgo avevano la propria dimora due mwhgscabini e un mwhwpresbitero il quale, sempre in base a quanto riportato in questo documento, estendeva i suoi possedimenti fino a mwiaCampione, nel comasco.

A partire dal mwigIX secolo, sorge nella località di Cotrebbia, il cui nome deriva dal latino mwiwCaput Trebiae indicante la presenza nei pressi dell'abitato, di un antico letto fossile del fiume Trebbia, risalente al mwjaIX secolo a.C., l'abbazia di San Pietro, inizialmente consacrata alla mwjgrisurrezione di Gesù e, poi dedicata a mwjwsan Pietro a partire dall'874, anno in cui viene rifondata e unita al mwkamonastero di San Sisto, situato a Piacenza. L'abbazia viene citata, nell'877 nel mwkqtestamento di mwkgAngilberga, moglie dell'imperatore mwkwLudovico II il Giovane. Nell'889 dopo una supplica, la proprietà del monastero viene confermata ad Angilberga, da parte del futuro imperatore mwlaArnolfo. Nell'891 è menzionato in un documento in cui mwlqpapa Stefano V conferma la concessione a Bernardo, vescovo di Piacenza dei privilegi precedentemente goduti dall'abbazia di San Colombano di Bobbio e dal mwlgmonastero di San Paolo di Mezzano Scotticite-ref-storia-8-3[8].

Basso Medioevo

Tra il 990 e il 994 la località di Soprarivo, situata nei pressi della mwoqfrazione di mwogBoscone Cusani è teatro, insieme a mwowCorte Sant'Andrea, posta sulla sponda opposta del fiume, dell'attraversamento del Po ad opera dell'mwpaarcivescovo di Canterbury mwpqSigerico, nell'ambito del viaggio da lui intrapreso per raggiungere mwpgRoma, dove avrebbe ricevuto l'investitura vescovile da parte di mwpwpapa Giovanni XVcite-ref-francigena-6-2[6]cite-ref-storia-8-4[8]cite-ref-turismo-9-0[9]. La zona diventa, quindi, parte del percorso della mwtaitinerario di Sigerico, che avrebbe originato, poi, la mwtqvia Francigena.

A partire dall'anno Mille, la zona di Calendasco è assoggettata al mwuwvescovo-conte di mwvaPiacenza; in questi anni il passaggio della via Francigena a Calendasco viene segnalata in diverse atti risalenti agli anni 1056, 1140 e 1187. In questi documenti viene citata la "mwvqstrata romea" passante "mwvgin mwvweodem loco Kalendasco"cite-ref-10[10] A questi anni risale anche la costruzione del mwxalocale castello, la cui parte più antica, il recetto, viene edificata all'inizio dell'mwxqXI secolo per volontà del vescovo di Piacenzacite-ref-castello-11-0[11], nonché di un hospitale dedicato ai pellegrini, gestito in seguito dai mwygpenitenti francescanicite-ref-storia-8-5[8].

L'importanza del porto di Calendasco viene ulteriormente accresciuta con l'imposizione, a tutte le imbarcazioni, del pagamento di una mw0agabella per l'attracco o per il transito in direzione di mw0qVenezia o mw0gPavia a seguito di un accordo stipulato tra i piacentini ed i ferraresi stipulato nella mw0wcittà estense il 5 novembre 1181 che riportacite-ref-12[12]:

«[…] et Ferrariensis debe esse salvus et custoditus in persona et in habere in Placentia et in districtu Placentie, et non debet dare aliquam dationem in Placentia vel in districtu Placentie, nisi duos solidos de fune navis et unam libram piperis super rivum et unam aliam libram piperis ad roncarolum de sterio […]»

Nel mw2gXII secolo il monastero di San Pietro di Cotrebbia, a seguito di alcuni scandali, vede le locali monache sostituite dall'mw2wordine dei benedettini. Nel 1155 il monastero è il luogo in cui si riuniscono alcuni mw3acardinali provenienti da Roma incaricati di trattare con l'imperatore mw3qFederico Barbarossa. Nel 1158 Cotrebbia ospita la seconda delle mw3gdiete di Roncaglia con la quale il Barbarossa sottrae l'istituto delle mw3wregalie ai mw4acomuni mediante l'approvazione del decreto mw4qmw4gConstitutio de regalibus.

Nello stesso secolo, accanto al recetto viene edificato il castello vero e proprio, la cui prima citazione risale al 1187 quando la proprietà dell'edificio viene confermata da parte di mw5apapa Urbano II ai monaci del monastero di San Salvatore, situato a Quartazzola, nei pressi di Piacenzacite-ref-emilia-13-0[13]. In epoca medievale Calendasco viene citato in vari documenti con l'appellativo di mw6qburgo, che si distingueva dall'appellativo di mw6gvilla che era riservato a piccolo gruppi di abitazioni situati nella campagnacite-ref-storia-8-6[8]. A partire dalla seconda parte del mw7wXIII secolo a seguito della fondazione di mw8aCastel San Giovanni e dell'aumentata importanza della strada che conduceva da Piacenza a questo centro, Calendasco inizia gradualmente a perdere di importanzacite-ref-francigena-6-3[6].

Secondo alcune fonti, nel 1290 a Calendasco nasce mw9gCorrado Confalonieri, membro della famiglia nobile dei Confaloniericite-ref-noto-14-0[14], il quale secondo altre fonti sarebbe nato presso Torre Confalonieri, una maniero di proprietà della famiglia Confalonieri situato a Celleri di mw-aCarpaneto Piacentinocite-ref-15[15]. In seguito a un incidente di caccia che aveva causato un incendio e per il quale era stato condannato un innocente, il nobile subisce una mwaqeconversione che lo porta a passare parecchi anni della propria vita in ritiro presso l'hospitale per i pellegrini di Calendasco, sorto su un preesistente mwaqixenodochio risalente all'epoca longobarda. In seguito, dopo aver condotto un pellegrinaggio a Roma, il religioso si sposta fino a mwaqmNoto, in mwaqqSicilia, dove rimane fino alla morte, avvenuta nel 1351, in seguito alla quale inizia a essere venerato come mwaqusanto dalla pietà popolare e viene mwaqybeatificato nel 1515cite-ref-noto-14-1[14].

Verso la fine del XIII secolo il castello è di proprietà delle famiglie Palastrelli e mwaqwScotticite-ref-emilia-13-1[13], in seguito, nel 1346 il castello viene raso al suolo da milizie mwareghibelline provenienti da Piacenza; rioccupato dalle truppe guelfe nel 1372, è base per la resistenza anti-mwariviscontea. Nel 1412 viene concesso alla famiglia Arcelli insieme al vicino mwarmcastello di Santimento da parte del mwarqduca di Milano mwaruFilippo Maria Visconticite-ref-turismo-9-1[9], venendo utilizzato come avamposto del castello di Somaglia, situato sulla sponda opposta del fiume Pocite-ref-emilia-13-2[13]. In un atto risalente al 12 gennaio 1461 e conservato presso il locale archivio parrocchiale Calendasco viene citato ancora come mwar8burgocite-ref-storia-8-7[8].

L'età moderna e contemporanea

Nel cinquecento agli Arcelli succede la famiglia Confalonieri che mantiene la proprietà integrale sul feudo fino al 1572 quando, in seguito all'omicidio del conte Ludovico ad opera di Antonello De Rossi, amante della moglie del conte, la contessa Camilla, metà del feudo passa alla famiglia mwasoSanseverino, la quale, nel 1595 procede a venderla al conte Gian Battista Zanardi Landicite-ref-turismo-9-2[9].

L'hospitale per i pellegrini, denominato mwatahospitio dicti loci calendaschi è presente in varie mappe e atti risalenti al cinquecento e al seicento, anni in cui riveste anche un importante ruolo civile per la locale comunità, con la redazione degli atti più importanticite-ref-16[16].

Nel 1690 il feudo di Calendasco viene concesso da parte del mwatyduca di Parma e Piacenza mwatcRanuccio II Farnese al conte Fabio Perletti, ambasciatore per conto del duca presso la corte imperiale.

Nel 1735 la locale chiesa, dedicata a santa Maria viene sottoposta a importanti lavori di ampliamentocite-ref-chiesaturismo-17-0[17].

Nel mwat4XIX secolo Calendasco dà i natali al primo sindaco di Piacenza, Faustino Perletti, che sarà anche deputato nell'assemblea costituente del 1859cite-ref-chiesaturismo-17-1[17].

Nel 1913 il castello viene ceduto al comune da parte del proprietario dell'epoca, l'avvocato Scopesi della Capannacite-ref-18[18].

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 26 luglio 1929.cite-ref-19[19]

«Partito: nel 1° di rosso, alla

spiga di grano

d'oro, posta in palo; nel 2° di azzurro, a tre

bisanti

d'oro, male ordinati. Ornamenti esteriori da Comune.»

La spiga allude al carattere essenzialmente agricolo dell'economia del paese; i tre bisanti ricordano che all’inizio dell’Ottocento si provò a sviluppare l'attività di sfruttamento delle sabbie aurifere della zona.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La prima chiesa di Calendasco viene citata in età longobarda con il nome di Santa Maria in monticello, a causa della sua edificazione su una piccola altura che contribuiva a proteggere l'edificio in caso di inondazioni del vicino fiume Po. Di questo edificio originario, situato nello stesso luogo in cui sorge la chiesa di Santa Maria, non rimangono resti. Le forme dell'edificio risalgono al 1735 quando la chiesa subì importanti lavori di restauro e ampliamento. L'edificio conserva al suo interno alcune tele risalenti al mwavwXVI e al mwav0XVII secolo provenienti dalla chiesa preesistente, dalla quale, invece, non furono recuperati gli mwav4affreschi. Tra i dipinti cinquecenteschi è presente una pala risalente alla fine del cinquecento, rappresentante san Corrado Confalonieri e posta alle spalle dell'altare a lui dedicato. Più recenti sono i dipinti ottocenteschi eseguiti dal conte Perletti e l'mwav8abside, affrescato nel 1971 da mwawaLuciano Ricchetti, che raffigura Gesù in croce, con ai suoi piedi la Vergine Maria sostenuta da san Giovanni apostolo, sant'Antonino, san Corrado Confalonieri, santa Rita da Cascia e san Savino. Opera di Ricchetti sono anche due affreschi posti in posizione laterale e raffiguranti la natività di Cristo e la Resurrezionecite-ref-chiesaturismo-17-2[17].

Hospitale e Romitorio di San Corrado
Antico ricovero destinato all'ospitalità dei pellegrini transitanti lungo la via Francigena costruito sulle basi di un preesistente mwawgxenodochio di epoca longobarda di cui si conservano alcuni resti posti in una cripta al di sotto del piano terra dell'edificiocite-ref-20[20]. Durante il mwaw0XIV secolo ospitò San Corrado Confalonieri, in seguito alla sua conversionecite-ref-corrado-21-0[21]. Dopo l'epoca di San Corrado, l'hospitale rimase attivo fino al XVII secolo, come testimoniato da vari atti che lo definiscono come luogo deputato all'ospitalità di viaggiatori e pellegrini, nonché all'assistenza di poveri e indigenticite-ref-22[22].

Architetture civili

Villa Dal Verme
Palazzo costruito in stile mwaxoneoclassico, subì importanti lavori durante i primi anni del mwaxsXIX secolo ad opera del conte Pietro mwaxwDal Verme, il quale, dopo aver passato buona parte della sua vita in viaggi e missioni all'esterocite-ref-23[23]. Il palazzo conserva al suo interno delle mwayecarte da parati raffiguranti scene provenienti dalla mwayimitologia e afferenti al mondo della mwaymcacciacite-ref-turismo-9-3[9].

Architetture militari

Complesso fortificato posizionato di fianco alla chiesa parrocchiale, il primo nucleo dell'edificio, il recetto, risale all'epoca dell'anno Mille e fu costruito per volontà del vescovo-conte di Piacenzacite-ref-castello-11-1[11]. Il castello vero e proprio sorse, invece, circa un secolo dopo ed è citato per la prima volta in un documento del 1187cite-ref-emilia-13-3[13]. In seguito fu distrutto nel 1346 nell'ambito delle guerre combattute tra guelfi e ghibellini, per poi venire ricostruito negli anni immediatamente successivi. Principali feudatari furono i Confaloniericite-ref-24[24] che ne furono legali possessori fino al 1586. Nei secoli successivi passò più volte di mano tra varie famiglie nobili, tra le quali gli Arcelli, i Sanseverino, gli Zanardi Landi e i Perletti, fino al 1913 quando l'ultimo proprietario, il giurista Giuseppe Scopesi della Capanna lo cedette ad un ente benefico, dal quale pervenne, poi, al comune di Calendasco, al quale appartiene per buona parte, con l'eccezione di alcune aree di proprietà privata che sono state trasformate a scopo abitativocite-ref-emilia2-25-0[25]. L'edificio, realizzato interamente in mwaz0mattoni, presenta le caratteristiche tipiche dei castelli costruiti durante il trecento nell'area padana come il motivo a denti di sega accostato al coronamento a finestrelle dotate di archi ribassati. La fortificazione è circondata dall'originale mwaz4fossato, inizialmente superabile tramite un mwaz8ponte levatoio del quale rimangono gli incassi nel mwaaarivellino e la mwaaepusterla che ne permetteva l'accesso. Il lato sud presenta una mwaaitorre, caratterizzata da pianta semicircolare, che si eleva nei confronti della rimanente parte del complesso. L'ala di nord-est, invece, si presenta in disomogeneità rispetto al resto dell'edificio, essendo un'aggiunta successiva. All'interno si trova un cortile con un mwaamportico a tre fornicicite-ref-emilia2-25-1[25].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-26[26]

Cultura

Eventi

La principale ricorrenza festeggiata nel comune è quella legata al mwabysanto patrono mwabcsan Corrado Confalonieri, che ebbe qui i Natali nel 1290 e che si festeggia il mwabg19 febbraio, giorno della sua mortecite-ref-corrado-21-1[21].

Durante la festa viene svolta la mwab4mwab8grande processione, durante la quale una mwacareliquia del Santo (il pollice della mano sinistra) viene condotta dall'eremo in cui si era ritirato fino alla chiesa parrocchiale. Inoltre, la cerimonia prevede il dono dei mwaceceri da parte delle autorità locali e la benedizione e distribuzione del mwacipane degli angeli a ricordo di un mwacmmiracolo compiuto da San Corrado durante la carestia che colpì la Sicilia tra il 1348 e il 1349cite-ref-corrado-21-2[21]cite-ref-27[27].

La domenica precedente la festa patronale viene organizzato un mwac0corteo storico nel quale sono rievocate le scene della conversione di San Corrado. Al termine dell'evento viene organizzata la benedizione dei bambini nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta e la supplica al santo per la benedizione del paese e dei suoi cittadinicite-ref-28[28].

Un altro evento particolarmente sentito nel territorio è la mwadmFiera del Po - Festa del pesce fritto, manifestazione fieristica originariamente a carattere prettamente agricolo organizzata a partire dal 1963, quando ancora l'agricoltura era la principale attività economica comunale e sviluppatasi in seguito come rassegna in campo enogastronomico, commerciale e folkloristico localecite-ref-29[29].

Economia

Il territorio di Calendasco è stato, storicamente, dedicato all'mwadoagricolturacite-ref-p86-30-0[30] e, grazie alla presenza dei fiumi mwad8Po e mwaeaTrebbia, alla mwaeepescacite-ref-31[31]. A partire dagli ultimi anni del mwaeyXX secolo il settore primario ha subito un graduale declino che ha praticamente azzerato la presenza di mwaecallevamenti sul territorio comunale, e ha, comunque visto il settore agricolo soffrire a causa della mancanza di colture specializzatecite-ref-p86-30-1[30], con una diminuzione del 40% del numero di imprese operanti nel settore tra il 1990 e il 2000cite-ref-p95-32-0[32]. Tra le colture più diffuse nel territorio comunale ci sono i mwafacereali (mwafegrano turco e mwafifrumento), le colture industriali (mwafmpomodoro e mwafqbarbabietola da zucchero), le colture ortive e le colture foraggiere (mwafuerba medica e mais)cite-ref-p95-32-1[32]. Abbastanza diffusa nei pressi dell'argine del fiume Po è la pioppicoltura.

Parallelamente alla diminuzione di importanza del settore primario, vi è stato uno sviluppo industriale, localizzato nell'area di Ponte Trebbia, al confine con il comune di mwafsRottofreno. Nonostante la collocazione lungo il percorso della via Francigena, il settore turistico risulta essere molto poco sviluppatocite-ref-p86-30-2[30].

Infrastrutture e trasporti

Il territorio comunale è attraversato dalla mwagistrada provinciale 13 di Calendasco che si dirama dalla mwagmex strada statale 10 Padana Inferiore a mwagqSan Nicolò a Trebbia, frazione di Rottofreno, attraversa il capoluogo comunale e la frazione di mwaguSantimento, condivisa con lo stesso comune di Rottofreno per, poi, ricongiungersi alla ex strada statale 10 nei pressi del capoluogo comunale di Rottofrenocite-ref-p6-33-0[33].

Il territorio comunale è attraversato anche dall'mwagsautostrada A21, tuttavia, il traffico generato dall'arteria, non essendo presente nessun casello a Calendasco, è completamente separato dal traffico locale comunalecite-ref-p6-33-1[33].

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 8 luglio 1980 | 18 giugno 1985 | Enzo Rossi | Partito Comunista Italiano - Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 34 ] |
| 18 giugno 1985 | 7 giugno 1990 | Alessandro Bosoni | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 35 ] |
| 7 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Alessandro Bosoni | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 35 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Francesco Lavezzi | Lista civica | Sindaco | [ 35 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Francesco Lavezzi | Lista civica | Sindaco | [ 35 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Francesco Zangrandi | Lista civica | Sindaco | [ 35 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Francesco Zangrandi | Lista civica | Sindaco | [ 35 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Francesco Zangrandi | Lista civica Calendasco per continuare | Sindaco | [ 35 ] |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Filippo Zangrandi | Lista civica Immagina Calendasco | Sindaco | [ 35 ] |
| 9 giugno 2024 | in carica | Filippo Zangrandi | Lista civica Immagina Calendasco | Sindaco | [ 35 ] |

Altre informazioni amministrative

A partire dal 2009cite-ref-36[36] e fino al suo scioglimento avvenuto alla fine del 2024cite-ref-37[37], Calendasco ha fatto parte dell'Unione Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta che comprendeva diversi comuni piacentini compresi tra la bassa val Trebbia, la mwakyval Luretta e la pianura Padana. Al 2020 i comuni che facevano parte dell'unione erano, oltre a Calendasco, mwakcGossolengo, mwakgGragnano Trebbiense, mwakkRivergaro e Rottofrenocite-ref-38[38].

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalymwalcmwalgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwalkdemo.istat.it, mwaloISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwal4mwal8mwamaClassificazione sismica (mwamemwamiXLS), su mwammrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamcmwamgmwamkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwamomwamsPDF), in mwamwciterefmwam0Leggemwam4 mwam826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwanaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwane 151. mwaniURL consultato il 25 aprile 2012 mwanm(archiviato dall'mwanqurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwangmwankmwanoComuni, su mwansviefrancigene.org. mwanwURL consultato il 14 aprile 2020.
cite-note-p75-55. mwaoimwaomQuadro conoscitivo - Sistema territoriale,mwaoq p. 75.
cite-note-francigena-66. mwao4mwao8mwapaCalendasco, su mwapeviefrancigene.org. mwapiURL consultato l'11 aprile 2020.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.calendasco.pc.it.
• citerefsapere-itCalendasco, su sapere.it, De Agostini.